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Intervista al Dott. Fabrizio Repetti, urologo al Centro di Sanità Solidale

Tre domande di interesse comune al Dott. Fabrizio Repetti, urologo al Centro di Sanità Solidale.

«Dott. Repetti, la prima visita urologica, in assenza di familiarità con patologie specifiche, a quale età è consigliabile farla e vale sia per gli uomini che per le donne?»

Dottor Repetti: «Nell’uomo, in assenza di una sintomatologia specifica, vale sempre la regola di effettuare una prima visita urologica intorno ai 18/20 anni. Questa ci consente di valutare bene lo sviluppo dell’apparato urogenitale e, soprattutto, dell’apparato genitale, in quanto andremo ad ispezionare quelli che sono i genitali esterni, cioè testicoli e pene. E’ una valutazione che ci permette di avere delle indicazioni precise su quella che è la forma e la consistenza dei testicoli e la forma e le dimensioni del pene: sono gli organi deputati alla nostra fertilità ed è per questo importante verificare eventuali alterazioni delle dimensioni dei testicoli e/o un’eventuale malformazione del pene.
Nel caso di un ingrossamento dei testicoli, è necessario accertarsi di una possibile presenza di raccolta di liquidi, cioè di idrocele intorno ai testicoli, o se presenti dei noduli, delle masse dure.
E’ importante valutare anche quella che è la componente venosa dei testicoli, per poter escludere un’eventuale dilatazione delle vene, conosciuta come varicocele, che può compromettere la fertilità dell’uomo».

«Dott. Repetti, secondo la sua esperienza in ambito urologico, quali sono i primi campanelli d’allarme che dovrebbero farci allarmare e invece si tendono spesso a sottovalutare?»

Dott. Repetti: «In ambito urologico, i campanelli d’allarme che non dovrebbero mai essere sottovalutati sono principalmente due. Il primo, è la presenza di sangue nelle urine, che più specificatamente si divide in microematuria e macroematuria.
La microematuria è la presenza di sangue nelle urine non visibile ad occhio nudo, ma soltanto grazie all’esame delle urine: si tratta di un esame di grande importanza, il quale permette di scoprire l’eventuale presenza di globuli rossi, chiamati emazie, riscontrabili nel sedimento delle urine.
La macroematuria è la presenza di sangue nelle urine facilmente identificabile ad occhio nudo, in quanto il colore delle urine assume una tonalità di rosso che può essere anche intensamente scuro. Questo è un sintomo che va assolutamente indagato con la visita urologica, con l’aggiunta di esami strumentali ed esami clinici che ci devono far capire qual è l’esatta natura dell’ematuria.
L’ematuria può riguardare sia gli uomini che le donne.

Altro campanello d’allarme riconducibile all’ambito urologico è la comparsa di difficoltà della fase minzionale, cioè della fase di svuotamento della vescica. Nell’uomo è una problematica che può comparire a qualsiasi età ed è legata a problemi infiammatori, come la cistite; mentre sopra i 50 anni molto spesso questo problema si collega ad una patologia molto comune che si chiama ipertrofia della prostata. Questa patologia si presenta con difficoltà ad urinare, evidenziabile sia nell’iniziare la minzione sia nella perdita di forza nel getto delle urine.
Nella donna la difficoltà ad iniziare la minzione o la difficoltà ad urinare sono spesso legati a sintomatologie di tipo infiammatorio, ma va tenuta in considerazione, soprattutto nelle donne che hanno avuto più di una gravidanza, la possibile comparsa dell’incontinenza urinaria, cioè la perdita involontaria di urina, in maniera particolare sotto sforzo».

«Dott. Repetti, la prestazione strumentale in ambito urologico che viene prevalentemente effettuata al Centro di Sanità Solidale è l’eco urogenitale, che tipo di risposte permette di ottenere?»

Dott. Repetti: «L’ecografia è una metodica di indagine che presenta numerosi vantaggi, fra i principali la possibilità di essere effettuata direttamente nell’ambulatorio del medico.
Nel corso della visita urologica, l’ecografia permette di valutare in maniera molto precisa l’apparato urinario: reni e ureteri, che rientrano nell’apparato urinario alto; vescica e prostata (nell’uomo), che appartengano al basso apparato urinario. Nell’uomo, in aggiunta, l’ecografia permette di valutare anche i testicoli.
E’ importante evidenziare che questo tipo di esame non comporta l’uso di radiazioni, quindi privo di qualsiasi effetto dannoso per la persona.
Tramite l’ecografia andiamo ad esaminare la struttura degli organi sopracitati ed è per ciò che questo studio prende il nome di ecostruttura.
L’eco urogenitale ci permette di evidenziare eventuali alterazioni che possono essere costituite dalla presenza di calcoli a carico della vescica, dei reni e dell’uretere o la presenza di dilatazione della vie escretrici, cioè del cattivo svuotamento dei reni e della vescica, che prende il nome di residuo urinario post minzione.
L’ecografia ci dà anche delle importantissime informazioni per quel che riguarda l’aspetto della ghiandola prostatica, in particolar modo se viene riscontrato un ingrossamento e se questo eventuale ingrossamento determina un difettoso svuotamento della vescica, una perdita di efficacia della minzione.
In ultimo, tramite l’ecografia, riusciamo a valutare anche le dimensioni dei testicoli e della borsa scrotale, che è la struttura intorno ai testicoli. La visione ecografica che otteniamo ci permette di studiare la presenza o meno di varicocele, la presenza di accumulo di liquidi intorno ai testicoli chiamato idrocele e di escludere la presenza di noduli».

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